In sala abbiamo cronometrato 340 visitatori senza dirglielo. Il tempo medio davanti a una singola opera è di 11 secondi. Undici.
Poi abbiamo chiesto a un gruppo di restare due minuti davanti a un solo dipinto, uno qualunque, scelto da loro. Il 70% ha notato almeno un dettaglio che nella prima passata non aveva visto, e quasi tutti hanno cambiato il giudizio iniziale sull'opera.
Non è una scoperta rivoluzionaria e non pretendo che lo sia. È però un dato che cambia il modo in cui progetterei una mostra: meno opere, più sedie.
Abbiamo seguito 214 persone per diciotto mesi. La domanda era semplice: la composizione del microbiota intestinale cambia prima o dopo la comparsa dei marcatori infiammatori?
La risposta breve è: prima. Nei soggetti che hanno poi sviluppato un quadro infiammatorio, la diversità batterica iniziava a ridursi in media undici settimane prima che qualunque esame del sangue mostrasse un'alterazione.
Questo non significa che il microbiota causi l'infiammazione. Significa che potrebbe essere un segnale precoce, e che vale la pena studiarlo come tale. Nei prossimi mesi pubblicheremo il dataset completo.
Il novanta per cento del lavoro di un laboratorio non è l'esperimento: è tenere in ordine i campioni. Etichette, temperature, catena del freddo, moduli firmati.
Non è la parte che finisce nelle fotografie, ma è quella che decide se uno studio vale qualcosa oppure no.